Per poter affrontare il tema trasporto in cisterna dobbiamo partire dalle basi, dalle nozioni fondamentali, visto che già queste tendono ad essere travisate, inficiando tutte le considerazioni che ne seguono
Una cisterna, altro non è che un serbatoio, solitamente in acciaio, alluminio oppure, più di recente, in plastica (FRP, materia plastica rinforzata di fibre)
Per poter essere utilizzato, il serbatoio dovrà, ovviamente, essere munito di aperture per il riempimento e svuotamento
Secondo l’#ADR ed il #RID la cisterna è infatti definita: un serbatoio, munito dei suoi equipaggiamenti di servizio e strutturali
Il serbatoio collegato ad un veicolo diventa un elemento trasportabile ovverosia una CTU (Cargo Transport Unit)
Sulla base dei pochi elementi presentati appare evidente che le categorie in cui possono essere suddivise le cisterne sono molteplici, altresì ampio è il livello di dettaglio con cui è possibile esaminare questi oggetti
Limitandosi al tipo di collegamento esistente tra il serbatoio ed il veicolo, lo schema sotto fornisce una prima idea di raggruppamento, per la comprensione del quale sono utili queste ulteriori precisazioni:
a. Cisterna fissa: il serbatoio è fissato in modo stabile e permanente al veicolo, diventando parte integrante del telaio
b. Cisterna smontabile: il serbatoio è fissato in modo stabile al veicolo ma NON costituisce più una parte integrante del veicolo; all’occorrenza, e solo se vuoto, può essere smontato e riposizionato su altri veicoli
c. Container cisterna: il serbatoio è posizionato in un telaio (struttura genericamente scatolare) munito di blocchi d’angolo, attraverso i quali è possibile il fissaggio sul veicolo (portacontainer). In questi casi l’unità è movimentabile anche da piena, ovvero (tecnicamente) senza rottura di carico