Considerazioni iniziali
Partiamo dalla considerazione basilare, non del tutto scontata, che un testo tecnico come l’ADR e/o il RID non può essere letto con il medesimo approccio di un romanzo…inizio dalla prima pagina e pretendo di proseguire sino alla fine
Altresì poco efficiente è lo schema della ricerca diffusa o casuale: alla fine troverò l’informazione che mi occorre ma non avrò la certezza se quel dato è effettivamente esaustivo oppure necessita di essere integrato da altri elementi
È per questo motivo che si parla di ADR (e/o RID) come di un sistema, vale a dire una struttura combinata di informazioni strettamente correlate tra di loro
Punto di forza di una struttura di questo tipo è che permette approcci parziali: non devo consultare tutto il testo per acquisire una singola informazione, ad esempio sulla etichettatura o su una particolare esenzione
Punto di debolezza è che, per inerzia, si è inclini a sottovalutare tutta una serie di informazioni correlate ma distribuite in altre parti del testo, spesso in sezioni molto lontane tra loro, con il risultato di arrivare a conclusioni imprecise se non del tutto errate. Seguendo un po' la logica pressapochista del… “alla fine è meglio un’etichetta in più che una in meno”: una affermazione senza senso
Per questo motivo è necessario comprendere che l’ADR è un testo diviso in parti (espressione nota a molti) e che:
1. Ogni parte fa riferimento ad una fase precisa del processo di spedizione
2. La successione delle parti non tiene conto, in toto, della sequenza operativa del processo di spedizione
In questa ottica, nella misura in cui si sappia già cosa cercare, il sommario all’ADR assume particolare importanza
Premessa operativa
Prima di addentrarci nella lettura dei 20 schemi che seguono, sono necessarie alcune premesse che permetteranno di comprendere come deve essere letto ed utilizzato questo documento, al fine di renderlo uno strumento operativo realmente utile e non un mero esercizio di stile
Tutti gli schemi sono stati sviluppati a partire dall’ADR, tuttavia, data l’ampia armonizzazione dei diversi regolamenti, può essere tranquillamente utilizzato anche per il RID e, con qualche piccolo adattamento, per il #CodiceIMDG
Per il #DGR, invece, è richiesta una preliminare operazione di transcodifica: seppur vero che le disposizioni sono le stesse a cambiare è la struttura, il che richiede di adeguare, quantomeno, i riferimenti alle diverse sezioni
Per cui, da qui in avanti, pur facendo riferimento all’ADR, ci si riferisce anche al #RID, al #CodiceIMDG, al #DGR ed all’#ADN)
Obiettivi
Ciò che deve essere chiaro è questi schemi non hanno l’obiettivo di sintetizzare l’ADR o di sostituirlo, è forse vero il contrario ossia fare da supporto alla consultazione, lettura ed applicazione dell’ADR
Nella pratica questo significa che la lettura di questi schemi è fruttifera nella misura in cui state consultando l’ADR, diversamente diventeranno di difficile comprensione, mancando la descrizione dei riferimenti ed il contenuto delle singole disposizioni
Una terza considerazione è che questi schemi tengono conto della sola struttura portante del testo e non di tutti i singoli capitoli, sezioni e/o sottosezioni.
Questo significa che diversi capitoli non sono stati presi in considerazione, unicamente perché ritenuti facilmente individuabili quando lo schema generale è stato compreso
Per lo stesso principio è stato omesso il riferimento alle singole eccezioni e precisazioni (esenzioni, deroghe, note, ecc.), il cui valore è soggettivo ed eccessivamente variabile
Schema generale
Partendo dal sommario, mediante questo schema è possibile una prima correlazione tra la struttura, in parti, dell’ADR ed il processo di approntamento di una spedizione di merci pericolose
Da notare che lo schema logico proposto diventa più comprensibile se ci si pone a monte del processo di spedizione (predisposizione di mezzi e risorse) e non a valle (sto caricando un camion in magazzino)
In questa seconda prospettiva, infatti, alcune sequenze sembrano essere innaturali rispetto allo schema delle attività ordinarie di una qualunque spedizioni
Da questa immagine emergono un paio di spunti di riflessione decisamente interessanti
1. Per l’esecuzione di alcune fasi operative è necessario sovrapporre più parti
2. Alcune di queste fasi aprono delle ulteriori sottofasi, il cui livello di dettaglio dipende dalle caratteristiche del processo che si sta esaminando
Fase 0 – Organizzazione
La prima fase dell’attività di spedizione non combacia con quella di classificazione, come si è portati a credere, ma con quella di organizzazione, i cui elementi principali sono contenuti nella parte 1 e sono sintetizzabili in questo schema di massima
Fase 1 – Classificazione
La fase 1 è quella che ci proietta, tecnicamente e praticamente, nell’ADR fornendo gli strumenti per definire e valutare l’effettiva pericolosità di una qualunque sostanza o miscela (sia essa una merce oppure un rifiuto)
Posto che il processo di classificazione si arricchisce di ulteriori interventi di fatto è possibile ricondurre, operativamente, il tutto a tre condizioni principali (come mostrato nello schema)
1. Ho il numero ONU, perché mi è stato fornito
2. Ho una descrizione sufficiente, attraverso la tabella B, a ricavare il numero ONU
3. Ho una miscela di cui conosco le caratteristiche di pericolo
Mancano alcuni dettagli, sicuramente importanti anche se spesso meno frequenti (a titolo di esempio la sezione 2.1.3.5.3 sulla preponderanza di alcune classi) ma, come già indicato, si tratta unicamente di incrementare il grado di raffinazione delle informazioni desiderate
Fase 2 – Confezionamento
La fase 2 è quella di confezionamento, intendendo per tale il trasferimento di merce (o rifiuto) pericolosa all’interno di un sistema di contenimento, prescindendo dalle sue dimensioni e tipicità tecniche o strutturali
In questa ottica, lo schema si apre a tre sottofasi che sono il trasporto:
a. In colli
b. In cisterna
c. Alla rinfusa
Volendo, è possibile espandere ulteriormente queste sottofasi e di fatto gli schemi che seguono tengono conto, in una certa misura, di questa ulteriore suddivisione
Prima sottofase, del confezionamento è, quindi quella del trasporto in colli, a sua volta divisa tra trasporto in regime di esenzione oppure regime pieno
Lo schema delle esenzioni non contiene quella relativa al regime 1.1.3.6 la cui descrizione, più dettagliata, è contenuta in questo articolo (https://www.linkedin.com/pulse/trasporto-1136-adr-giovanni-adamo/?trackingId=lLnz8DyhSvGzKjl0ivUEZQ%3D%3D), mentre qui se ne riporta solo lo schema descrittivo generale
Seconda modalità di confezionamento è quella in cisterna, distinguendo tra quella in cisterne mobili di Tipo UN e quelle di tipo RID/ADR
Terza modalità è quella inerente al trasporto alla rinfusa, suddiviso in relazione alle caratteristiche della CTU utilizzata: container tipo CSC o veicolo con vasca (ad esempio)
Fase 3 – Segnalazione
Completata la fase di confezionamento, in linea di principio, abbiamo quella di segnalazione che consiste nella apposizione di elementi informativi, per mezzo di etichette, placche, marchi o pannelli
Anche in questo caso il flusso origina tre sottofasi in considerazione del tipo di trasporto che si sta realizzando
Fase 4 – Documentazione
Quarta fase è relativa alla predisposizione della documentazione di accompagnamento che deve seguire uno schema ben preciso in riferimento alla tipologia e sequenza delle informazioni da riportare
È da notare che in questo caso, come per quelli sopra, la Tabella A (ovvero lista delle merci pericolose) costituisce sempre il punto di partenza, poiché fornisce i dati specifici di ogni rubrica*. Le altre parti del testo, invece, forniscono indicazioni su come utilizzare questi dati
*Rubrica: sostanza identificata da numero ONU, descrizione, classe, codice di classificazione e gruppo di imballaggio
Fase 5 – Caricamento e trasporto
Le ultime due fasi del processo coinvolgono il trasportatore e definiscono, in qualche modo, i requisiti che devono essere soddisfatti affinché veicolo ed autista possano essere effettivamente ammessi al carico e dare avvio, concreto alla fase di trasporto
La fase 5 è inerente al caricamento e successivo trasporto fornendo, nel dettaglio, alcune disposizioni in riferimento alla fase di movimentazione e carico sul veicolo
In tal senso le disposizioni di tipo V, della colonna 16, descrivono il tipo di veicolo ammesso; quelle di tipo CV, della colonna 18, sono relativi al carico e stivaggio del veicolo.
Sono riferite all’equipaggio (conducente ed eventuale secondo membro dell’equipaggio) le disposizioni della colonna 19, di tipo S
Fase 6 – Adeguamento veicoli
Ultima fase del processo, che combacia con la parte 9 dell’ADR, è quella di predisposizione del veicolo a partire dalla fase di costruzione ed approvazione per poi proseguire con quella di allestimento con dotazioni di bordo e identificazione di conducenti abilitati alla guida di questo tipo di veicoli
Considerazioni finali
La mole di informazioni ed il livello di dettaglio è tale che non mi stupirei se si trovassero errori o imprecisioni, per cui laddove ne troverete segnalatemelo e provvederò alle dovute correzioni
Ho già affermato che ritengo questo strumento utile sia per i neofiti che per i più esperti, personalmente lo utilizzo da sempre
Il materiale che vedete sopra è un condensato di tre giorni di teoria di aula, non li sostituisce ma è di sicuro un’ottima leva a comprendere le basi dell’ADR
Ho in mente di elaborare una versione cartacea che raccolga tutti gli schemi che vedete, se siete interessati lasciate i vs dati di contatto a questo link ontenuta in questi testi
Tuttavia, una volta acquisita la chiave di lettura le difficoltà si ridimensionano e rimangono solo gli aspetti più tecnici, vale a dire come rendere operative ed applicabili le disposizioni di RID ed ADR
Sotto forma di articolo, in questa newsletter https://www.linkedin.com/pulse/schema-logico-di-consultazione-ridadr-giovanni-adamo-dorqf/?trackingId=BMzWK%2BeLTFyIFkK%2BUQuk2Q%3D%3D, ho provato a sintetizzare uno schema di consultazione dell’ADR
Si tratta di un flusso logico sviluppato, idealmente, seguendo la logica della preparazione di una spedizione a partire dalla fase di organizzazione, antecedente anche a quella di classificazione
Nell’immagine sotto, invece, ho riportato lo schema della struttura generale dell’ADR, di per sé già sufficiente ad un corretto approccio a questa materia
Per inciso, se fosse ammessa una sessione orale la comprensione di questo schema sarebbe obbligatoria per il superamento dell’esame (sia di primo rilascio che di rinnovo)
Lo schema, ovviamente, non tiene conto delle singole eccezioni e precisazioni (esenzioni, deroghe, note, ecc.), lo scopo (e funzionalità) è unicamente di guidare alla consultazione delle diverse parti dell’ADR
Come indicato, il tutto è stato sviluppato a partire dall’ADR ma può essere tranquillamente utilizzato anche per il RID e, con qualche piccolo adattamento, per il #CodiceIMDG. Per il #DGR, invece, è richiesta una transcodifica: le disposizioni sono le stesse ma a cambiare è la struttura del testo, il che richiede di adeguare, quantomeno, i riferimenti alle diverse sezioni
A mio avviso questo strumento è utile sia per i neofiti che per i più esperti, personalmente lo utilizzo da sempre
Il materiale di questo post (schema sotto) e della newsletter https://www.linkedin.com/pulse/schema-logico-di-consultazione-ridadr-giovanni-adamo-dorqf/?trackingId=BMzWK%2BeLTFyIFkK%2BUQuk2Q%3D%3D è un condensato di tre giorni di teoria di aula, non li sostituisce ma è di sicuro un’ottima leva a comprendere le basi dell’ADR
Ho in mente di elaborare una versione cartacea che raccolga tutti gli schemi che vedete, se siete interessati lasciate i vs dati di contatto a questo link https://gng29lfdzub.typeform.com/to/vHkJ7gnM sarete contattati per dettagli su condizioni e modalità di acquisto




















