Il capitolo 1.3 di RID/ADR è, a mio avviso, forse uno dei più astrusi di tutto il regolamento
Nel tentativo di lasciare spazio ed autonomia operativa, si limita unicamente a definire gli obiettivi principali senza però dare alcuna indicazione, neanche di massima, su come raggiungerli
I più avveduti rileveranno che tutto il regolamento (sia RID che ADR) è sviluppato con questa modalità, per cui non ci si dovrebbe stupire, tuttavia le disposizioni di questo capitolo sono cruciali per tutto il resto
A dirla in modo diverso, infatti, rappresentano la chiave di volta del sistema e non a caso, stabilito il campo di applicazione, e quindi le condizioni di esenzione (cap. 1.1); fornite le definizioni dei principali termini utilizzati nel regolamento (cap.1.2); si decreta l’obbligo di formazione del personale
L’aspetto focale che, tuttavia, troppo spesso viene trascurato è che tutto il sistema di norme ed indicazioni che viene dopo (dal capitolo 1.4 in avanti) si regge sul principio che tutti coloro che sono implicati nel trasporto di merci pericolose (qualunque sia la loro funzione) siano stati formati, termine tanto abusato quanto incompreso
Nel RID/ADR, come già indicato, si definiscono alcuni requisiti generali sulla natura e lo scopo della formazione
Attraverso la formazione di base, il personale deve familiarizzare con le prescrizioni generali applicabili al trasporto; con la formazione specifica, invece, bisogna approfondire le parti di regolamento direttamente collegate alle mansioni svolte ed alle proprie responsabilità
A queste poche righe (faccio notare che nell’ADR tutto il capitolo non occupa una pagina intera) il RID aggiunge l’ulteriore precisazione che, per il personale delle imprese ferroviarie e del gestore dell’infrastruttura, la formazione deve includere anche elementi di circolazione ferroviaria, fornendo un piccolo ausilio sugli argomenti minimi da trattare
La sezione dei contenuti si conclude con un cenno agli aspetti di sicurezza quali, più nello specifico, una formazione sulla natura dei rischi e dei pericoli, delle merci pericolose; una sensibilizzazione sulle procedure da seguire in casi di emergenza
Ovviamente la formazione dovrà essere periodicamente aggiornata e registrata
È su queste poche righe (e posso assicurare di non essere stato particolarmente sintetico) che si basa la sicurezza dell’intero complesso di norme che si applica al trasporto di merci pericolose e che va sotto il nome di RID/ADR
Qualunque paragrafo, sezione, capitolo o parte di questo regolamento può essere applicata unicamente nella misura in cui è correttamente compresa
Concordo che l’affermazione possa sembrare banale, eppure basta limitarsi a leggere una qualunque disposizione di esenzione per rendersi conto della portata del problema
Contenuti
Proviamo ad esaminare, a titolo di esempio, il contenuto della sezione 1.1.3.5
Gli imballaggi vuoti, non ripuliti, che hanno contenuto materie delle classi 2, 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 e 9, non sono soggetti alle disposizioni dell’ADR qualora siano state prese misure appropriate al fine di eliminare gli eventuali pericoli.
I pericoli sono considerati eliminati se sono state prese misure appropriate per eliminare tutti i pericoli delle classi da 1 a 9
Sotto il profilo letterale i due paragrafi sono sufficientemente chiari: l’ADR (ma anche il RID) NON si applica agli imballaggi vuoti, non ripuliti, rispetto ai quali si siano prese misure appropriate per eliminare tutti i pericoli delle classi da 1 a 9