Il livello di maturazione di un sistema è legato ad un doppio meccanismo: diffusione e, soprattutto, comprensione della sua funzione (obiettivo) e principi di funzionamento
Non è sufficiente il trascorrere di mesi o anni, è necessario un intervento di formazione (nel senso di dare forma e struttura definita) più strutturato e robusto
In questa ottica, si scontrano opinioni e convinzioni alquanto contrastanti
Partendo, ad esempio, dal D. lgs 81/08, un primo valido supporto ci è dato dall’art. 2 in cui troviamo alcune importanti definizioni, che sintetizzo per ovvie ragioni:
Informazione: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro
Addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze e procedure di lavoro
Formazione: processo educativo di trasferimento di conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento dei propri compiti aziendali, ed alla identificazione, riduzione e gestione dei rischi
In pratica, obiettivo sostanziale della formazione, è l’attivazione di un processo, ad intensità crescente, di trasferimento di informazioni, conoscenze e competenze che renda l’organizzazione (attraverso le sue risorse: ovvero le persone) una struttura autonoma, stabile e soprattutto capace, di svolgere la propria attività in sicurezza perseguendo un utile
Il processo di trasferimento comunicativo è composto di tre elementi basilari (in realtà le variabili sono un po' di più):
1. Sorgente, ovvero il docente
2. Ricevente, ovvero i discenti (o allievi)
3. Messaggio, ovvero le competenze
Ci siamo così abituati ad interpretare la formazione come una sterile applicazione del capitolo 1.3 (di ADR, RID, ma anche DGR e Codice IMDG) che abbiamo perso di vista il vero obiettivo di questo processo: il primo dei quali di inquadrarlo, per l’appunto, come un vero e proprio processo aziendale soggetto a verifica e monitoraggio
Non basta avere un certificato da DGSA per fare il docente
È indubbio che hai un titolo che ti abilita a svolgere questa professione, ma sei proprio sicuro di aver maturato tutte le competenze necessarie?
Quando esci dall’aula, quando scendi dalla cattedra, esiste una differenza tangibile tra un prima ed un dopo?
Qualcuno, nel concreto, ne sa qualcosa in più oppure è solo il tuo portafogli, o il tuo ego, ad essersi gonfiato?